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From Marco's review
Apr 9, 2014
Ho scattato le foto di questa fermata della metro in b&w per far sembrare il tutto ancora più "passato". Si perchè oggi voglio parlavi di Cimiano e di quello che ha rappresentato per me. Per 5 anni è stata la fermata della mia scuola: per 5 lunghi anni sono stato un pendolare che ogni giorno si sciroppava 15 fermate per arrivare a scuola e 15 per tornare a casa. Si, avevo scelto questa scuola per due motivi: per la distanza da casa (volevo staccare il mio "cordone ombelicale") sia perchè aveva qualcosa che mi ispirava. Oggi, penso che quella scelta sia stata fatta perchè era destino. Era destino che andasse così! Cimiano non è una bella fermata, ma ha qualcosa di molto particolare, o meglio aveva: fino a poco tempo fa era la prima (o l'ultima, dipende da dove arrivavate) fermata in superficie. Ricordo ancora i primi anni, quando la rete cellulare in metrò non esisteva: appena la metro saliva da Udine, il segnale diventava via via sempre più forte e il vagone si riempiva di mille suonerie differenti! Era diventato ormai un rito: il passaggio dalle tenebre della metro alla luce del sole, dal silenzio all'improvvisa animazione di tutte le persone. Una vera e propria resurrezione. Poi però, la tecnologia ha tolto anche questo piccolo piacere quotidiano e ben presto, il rito è scomparso. Quando ci ripenso, sembra un passato lontano: incredibile, come il progresso spesso ci faccia sentire "vecchi". Con l'apertura delle fermate di Assago, Cimiano ha perso anche quello scettro di prima/ultima fermata in superficie quindi si, decisamente oggi non ha nulla di speciale. Eppure, per me ha sempre qualcosa di magico. Passateci al mattino, molto presto, quando la scuola inizia e riuscirete a vedere lo spaccato della nostra società: ragazzi che limonano duro sulle panchine, altri che scassano le macchinette per cercare di fottere le merendine, altri che giocano sulle scale mobili, i tamarri che ci provano con le tipe, i "piccoli writers" che pasticciano ogni angolo di muro disponibile. Si, Cimiano serve soprattutto agli studenti che ogni giorno "animano" ben 3 istituti. Ed ecco che allora la fermata del metrò diventa una seconda casa: dove stai per bigiare la prima ora (perchè al parchetto davanti scuola ti sgamano subito), dove l'inizio della banchina corrisponde al pienone di gente e la fine al vuoto più totale perchè "dopo sei ore di scuola non hai sbatti di camminare". E' il luogo dove ogni mattina ti ritrovi con i tuoi compagni, con quelli che poi diventeranno i tuoi amici. E' il luogo dove tutto è iniziato. Ricordo ancora il primo giorno di scuola, quando sono sceso da quel vagone e ho camminato lungo la banchina, carico di sogni e di aspettative. Al tempo ero un ragazzino brufoloso e timido: camminavo sempre a testa bassa, senza mai sorridere, con lo sguardo perso e pensando a tutt'altro! Ecco, avete presente quando ho descritto lo spaccato generazionale che potete trovare? Bhè, ho volutamente omesso "l'invisibile" (e scommetto che neppure ve ne siete accorti). Ecco, io facevo parte di quella categoria, di quelli che si mimetizzavano e sognavano qualcosa di più. E Cimiano, pur non avendo mura, mi proteggeva, mi faceva sentire a casa, protetto e coccolato. E' la fermata dove il "bullo della scuola" mi veniva a prendere quando abbiamo iniziato gli esami: il "bullo" che ben presto, si sarebbe trasformato nel mio migliore amico. Come dimenticare quei giorni, quello stress durante la preparazione e la soddisfazione quando sul tabellone leggevi il voto finale, piangendo per la gioia fino a casa. Si, qui decisamente tutto ha avuto inizio. Sono passati diversi anni, tante cose sono cambiate, io sono cambiato eppure CIMIANO NO! E' sempre identica: stesse macchie di muffa, stessi tubi che perdono, stessa "generazione di adolescenti" E oggi, che per puro caso ci sono passato, in mezzo a tanti ragazzini sorridenti, ho notato lui, l'invisibile. Lui scendeva, io salivo. Lui sguardo vuoto, fisso per terra, senza nessun sorriso. Si, solo un ex invisibile poteva notarlo, solo chi ci è passato poteva capirlo. Le porte si sono chiuse e il treno è partito: ho continuato a guardare quel ragazzino che tanto mi ricordava me stesso e gli ho sorriso. Il treno prendeva velocità e lui ben presto, era diventato un lontano ricordo. Io sono salito su quel treno e ho deciso di essere felice, ho deciso di non fermarmi, ho deciso di cambiarmi. Ecco, Cimiano ha rappresentato per me tutto questo. Potrà sembrare sciocco, ma questa fermata mi ha cambiato la vita, IN MEGLIO. No, decisamente non è poco, non trovate? read more



