È la chiesa della Controriforma, che fu costruita nel XVI secolo.
Fu progettata da Pellegrino Tibaldi, e successivamente ci fu il contributo di Martino Bassi e Francesco Maria Richini.
Il Tibaldi adattò l'architettura alle nuove regole della Controriforma dettate dalla Chiesa, che attraverso la riorganizzazione delle strutture ecclesiastiche, cercava di esercitare il controllo sulla moralità dei costumi e sulla vita religiosa dei fedeli.
San Fedele divenne un modello per gli altri edifici di culto del tempo e per volontà di Carlo Borromeo, che ne celebrò la messa di consacrazione, divenne dimora dei Gesuiti.
Dalla piazza ho ammirato la facciata con le colonne di pietra d'Angera.
Entrando mi ha molto colpito la sensazione di austera religiosità, che però si è dissolta contemplando le sue bellezze: l'unica navata con le sue imponenti colonne di granito rosa e le preziose opere custodite.
Due curiosità.
- Il Manzoni frequentava questa chiesa ed è proprio per i postumi di una caduta durante una delle sue visite, che purtroppo poi morì: una lapide in bronzo, alla sinistra dell'altare, ne ricorda il punto esatto dove era solito pregare.
- In sagrestia, purtroppo non visibile al pubblico, è custodita "la Madonnina delle ballerine" del Torriani, chiamata così perché considerata la protettrice delle ballerine della Scala (tra cui Carla Fracci e Liliana Cosi) che a lei si rivolgevano pregando durante i momenti difficili della loro carriera.
Spero di riuscire a vederla in un'altra occasione. read more